Come aumentare le conversioni del tuo sito con le immagini

Spesso sui siti web non si utilizzano le immagini correttamente, sprecando così il loro potenziale come supporto ai contenuti testuali e alle conversioni. Nel presente articolo indicheremo alcuni consigli su come sfruttare le immagini agendo sulla mente dei clienti per aumentare i tassi di conversione.

Le immagini sono strumenti potenti per entrare in contatto col tuo pubblico. MOLTO potenti. Ecco perché:

  • I nostri cervelli elaborano le immagini più rapidamente rispetto ai contenuti testuali

Uno studio realizzato dai neuroscienziati del MIT ha scoperto che il cervello umano può individuare il contenuto di un’immagine dopo appena 13 millisecondi. I nostri cervelli elaborano le immagini 60.000 volte più rapidamente rispetto ai testi. In pratica questo significa che le immagini sono la prima cosa che le persone “leggono” sulla tua landing page.

  • Il cervello è prima di tutto un organo visivo

Secondo gli stessi scienziati del MIT, il 90% delle informazioni trasmesse al nostro cervello sono di tipo visivo, mentre il restante 10% si divide fra gli altri organi sensoriali. Con un utilizzo corretto delle immagini nella tua attività di marketing e vendita, agisci direttamente sul cervello del tuo pubblico. In questo modo, il tuo messaggio sarà recepito più rapidamente e in modi che non riusciresti a sviluppare utilizzando soltanto i contenuti testuali.
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Trova i contenuti sul tuo smartphone con “In Apps”

Big G lancia “In Apps”, un  nuovo modo per trovare contenuti sullo smartphone Android attraverso le app.

Cosa’è In Apps? È una nuova search tab sviluppata da Google in aggiunta alle app per Android.

Come funziona?  In Apps di Google, come Spotlight di Apple,  ti permette di fare ricerche  sul tuo smartphone senza bisogno di connetterti alla rete.

Vediamo ora più nel dettaglio di cosa si tratta e come funziona, partendo da questa illustrazione:

Funzionamento In Apps di Google

Al momento, la funzione è attiva per Gmail, Spotify e YouTube. Per le altre app, incluse  Facebook Messenger, LinkedIn, Evernote, Google Keep, Glide e Todoist, il supporto sarà invece disponibile nei prossimi mesi.

L’app di ricerca è situata localmente sul telefono, quindi, anche se non sei connesso alla rete, puoi comunque trovare le informazioni che stai cercando.

Searching your phone, not the web

Al momento, Google supporta il Firebase App Indexing (prima Google App Indexing), che permette di registrare sulle app le informazioni ottenute dalle ricerche Google su internet. Ciò consente di vedere il contenuto trovato direttamente sulle app.

Ricorda che la ricerca “In App” si caratterizza per essere device-specific, quindi ti permette di fare ricerche direttamente tra i contenuti del tuo telefono.

Google ha inoltre annunciato che il nuovo LG V20 avrà  un collegamento dedicato per la ricerca In App, mentre sarà presente su altri telefoni solo prossimamente.

In App su LG V20Questo collegamento ti permette di utilizzare la funzione In App direttamente, senza bisogno di fare ricerche sulla rete.

Se, invece, non hai il collegamento diretto, puoi comunque accedervi sia avviando l’ app Google su Android sia attraverso una ricerca sulla barra di ricerca widget di Google, presente su molti telefoni Android.

Fonte: http://searchengineland.com/google-in-apps-search-257884

Il customer journey sul mobile: l’importanza dei micro-momenti

Secondo eMarketer, la spesa globale per gli annunci mobile dovrebbe raddoppiare, passando da 100 bilioni di dollari nel 2016 a quasi 200 bilioni di dollari previsti per il 2019. Questa esplosione della spesa per gli annunci mobile rispecchia la rapida crescita del settore, che non è più un semplice device, ma uno stile di vita. Anche le persone sono mobile, non solo i loro dispositivi.

I consumatori prendono decisioni in base ai contenuti mobile che forniscono l’input giusto al momento giusto. Il contenuto, quindi, deve rispondere all’obiettivo dell’utente ed essere accessibile ovunque – attraverso dispositivi, piattaforme e canali multipli.

Micro-momenti mobile

Sempre più ricerche Google avvengono, a livello mondiale, da dispositivi mobili. A causa di questo considerevole cambiamento nel comportamento del consumatore, i  marketer (o professionisti del marketing) hanno dovuto ricalibrare le loro strategie mobile.

La chiave per il successo sul mobile sta nel capire questo cambiamento comportamentale. Ricordati che il mobile ha superato il fisso in termini di ricerche effettuate, ma non l’ha sostituito.

Infatti, mentre la crescita maggiore nel consumo dei media digitali negli ultimi 4 anni è avvenuta da smartphone (più del 394%) e tablet (circa 1.721%), queste piattaforme mobile non stanno facendo diminuire il tempo complessivo speso sul computer fisso, che è comunque aumentato del 37%.

In altre parole, i consumatori non stanno usando i dispositivi mobili in sostituzione ai computer fissi, ma li stanno usando in modi completamene nuovi che prima non erano possibili.

I consumatori possono ora agire per soddisfare immediatamente i loro bisogni. Quando un consumatore si rivolge a un dispositivo (generalmente mobile) per soddisfare un bisogno immediato, Google lo definisce come un micro-momento. Ecco la classificazione dei principali micro-momenti:

  • I-Want-to-Know Moments: voglio sapere
  • I-Want-to-Go Moments: voglio andare
  • I-Want-to-Buy Moments: voglio acquistare
  • I-Want-to-Do Moments: voglio fare

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I consumatori sono più ricettivi ai messaggi di marketing quando hanno una voglia/bisogno e vogliono soddisfarlo sul momento. Tieni a mente questo quando progetti e ottimizzi un contenuto per il mobile.

La domanda mobile e l’intenzione del cliente

Con il mobile, i brand devono presentare il giusto contenuto per soddisfare i clienti durante il loro processo decisionale (customer journey) online. Devi essere in grado di capire da quali premesse stanno partendo e cosa lì porterà alla conversione durante i micro-momenti.

Ecco che subentrano i marketer. Nell’ambiente mobile, hanno il compito di aiutare i brand a identificare l’intento del cliente utilizzando i dati di ricerca e gestire questi micro- momenti con un contenuto utile ottimizzato per i dispositivi mobili.

Devi catturare i consumatori prima dell’inizio del processo decisionale creando un contenuto che risponda ai momenti esplorativi I-want-to-know o I-want-to-be-inspired.

Saper analizzare i dati di ricerca e i trend fornisce informazioni sui temi e sui tipi di contenuti che i consumatori stanno cercando. Identificare la domanda di contenuti mobile e comprendere le intenzioni ti aiuta a produrre un contenuto adatto e coinvolgente, che risponda ai punti di conversione (micro-momenti) nel processo di acquisto del consumatore.

Per esempio, c’è una forte correlazione tra le conversioni e l’uso dei video e dei contenuti multimediali in settori come Media e Intrattenimento, Viaggi e Ospitalità e E-commerce.

Vediamo alcuni esempi concreti.

1) L’e-commerce Nike: le ricerche utente e il contenuto mobile

La Nike è un ottimo esempio di brand che utilizza i dati delle ricerche per intensificare l’engagement con gli appassionati di sport attraverso i loro dispositivi mobili. Dal momento che durante partite importanti il 63% delle ricerche avviene su dispositivi mobili,  il brand ha deciso di utilizzare i dati di Google per capire quali sono i punti salienti di queste ricerche.

Dai dati analizzati risulta evidente che gli appassionati si rivolgono ai loro smartphone principalmente per trovare le statistiche del gioco. Il risultato finale di questa analisi è stato lo sviluppo della campagna 3D “il tiro fenomenale” che mostra i migliori giocatori mondiali in momenti memorabili.

https://youtu.be/QRQs1u6UR3I

La Nike ha utilizzato il mobile per assicurare l’accessibilità del suo brand ovunque e in qualsiasi momento. Il successo online ottenuto è dovuto alla multi canalità, al contenuto mobile-oriented e alle strategie e-commerce.

2) Best Western: local e mobile

Secondo i dati Google, il 94% degli utenti che usa uno smartphone cerca informazioni su luoghi e l’82% usa un motore di ricerca quando cerca un’azienda locale. Inoltre sta aumentando il numero di consumatori che usano lo smartphone per fare ricerche quando sono in un negozio, l’82% per prendere una decisione d’acquisto.

Capire come le keywords di ricerca vengono usate nei vari momenti è importante per mantenere una posizione di rilevanza, e il mobile e il local vanno a braccetto.

Per il brand di un hotel come il Best Western, ci sono enormi possibilità di ottenere informazioni sull’esperienza locale e costruire contenuti su quella. Ecco quindi che gli hotels Best Western  si stanno concentrando principalmente sullo storytelling (narrazione).  Grazie alla partecipazione attiva nelle loro community, hanno storie da raccontare che permettono di coinvolgere gli ospiti in modo più significativo.

Per esempio, invece di parlare delle cose da fare a San Diego, più generico, puoi fare un ulteriore passo avanti e parlare delle cose da fare a Gaslamp Quarter, più local e specifico.

Hai solo pochi secondi per catturare il consumatore e stimolarlo al prossimo passaggio. Per questo motivo, il contenuto mobile deve coinvolgere ed essere facilmente comprensibile. I lunghi testi editoriali stanno cedendo il posto a frammenti di brevi vide e post di blog.

A settembre del 2015, best Western ha lanciato un nuovo sito responsive mobile per smartphone e tablet, e anche un app per iOS e Android. Da dicembre a marzo, il fatturato mobile è quadruplicato rispetto all’anno precedente. Questa crescita esponenziale non deriva solo da una migliore esperienza degli ospiti, ma anche da un advertising incentrato sul mobile e da un retargeting.

Capire la mentalità dei tuoi clienti da come si relazionano al tuo business, ti permette di accrescere significativamente le tua presenza online.

Conclusione

L’esplosione del mobile ha cambiato significativamente il modo di vedere il customer journey da parte dei marketer. Usare la struttura dei micro-momenti è un ottimo modo per capire il customer jurney online, dall’intenzione di ricerca a quella d’acquisto.

Per questo il contenuto mobile assume un’importanza fondamentale, rendendo indispensabile la sua ottimizzazione:  deve essere consegnato agli utenti tanto velocemente quanto è veloce il passaggio da un momento all’altro.

Fonte: http://searchengineland.com/importance-micro-moments-mobile-customer-journey-251291

Retail & New tech: 11 esempi d’integrazione tra mondo reale e virtuale nel punto vendita

Negli ultimi anni molti retailers, online e non,  hanno cominciato a usare le nuove tecnologie per distinguersi e creare valore aggiunto per i propri clienti.

Diamo uno sguardo ad alcune delle soluzioni tecnologiche scelte, da cui prendere spunto.

1).  “Estensione” della realtà 

La gioielleria Blue Nile ha creato una sorta di “realtà aumentata” dove, grazie ad un app mobile, i clienti possono creare il proprio anello di fidanzamento scegliendo la forma, la trasparenza e la grandezza del diamante. È inoltre possibile aggiustare la misura e vedere come potrebbe stare sulla mano, caricando una foto della stessa.  Una volta scelto e perfezionato l’anello è possibile sia acquistarlo attraverso la app, sia inviarsi l’immagine via mail o messaggio per ritirarlo direttamente in negozio.

 

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2). Shopping su Shazam

Grazie all’unione tra Macy’s e Cortexica, che offre tecnologie per il riconoscimento di immagine e visual search technology,  è stato realizzato lo “Shazam per lo shopping”.

Con l’apertura dell’app di Macy’s, gli utenti possono fare una foto di qualsiasi cosa – da un vaso a una pagina di giornale – e, dopo aver fatto l’upload dell’immagine sull’app, possono cercare un prodotto simile. Una volta ottenuti i risultati di ricerca, l’utente potrà comprare gli articoli direttamente dall’app.

Questa tecnologia sta alla base dell’implementazione dell’app Style Thief, che cerca tra centinaia di database di rivenditori per trovare prodotti simili.

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3). Stanze tridimensionali

Lowe’s, negozio che si occupa di migliorie per la casa, ha lanciato una stanza a realtà virtuale 3D, dove i clienti possono vedere una proiezione tridimensionale del loro progetto di rinnovamento, prima di iniziare.

Il cliente progetta la sua stanza ideale sull’iPad del negozio, poi entra nella “Holoroom” dove potrà apportare qualsiasi modifica al progetto finché non sarà soddisfatto. Una volta approvato, il cliente riceverà una lista degli articoli che ha selezionato, acquistabili sia in negozio che sul Web.

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4). High Tech Store

Nel novembre 2014, la fashion designer Rebecca Minkoff ha aperto il suo primo negozio unendo fashion e tecnologia. È stata realizzata una parete in vetro per lo shopping, offerta da eBay, dove i clienti possono scorrere manualmente l’inventario del negozio, usando il touch screen interattivo per selezionare i capi e farseli portare in camerino. Quando il camerino è pronto viene inviato un messaggio di notifica sul cellulare. Se la taglia fosse sbagliata è possibile richiedere quella giusta usando gli specchi touch screen presenti nel camerino.

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5). Personalizza le tue scarpe

Nel novembre 2014, Nordstrom ha annunciato una partnership con Shoes of Prey, un rivenditore australiano che fornisce la possibilità ai clienti di personalizzare le proprie scarpe. Grazie agli iPad con un design 3D, presenti nei negozi della Nordstrom, le clienti possono scegliere tra 12 diversi modelli base – dalle ballerine alle scarpe col tacco. Una volta scelto il modello, possono selezionare l’altezza del tacco, le decorazioni, i materiali e il colore. Dopo l’acquisto, le scarpe personalizzate verranno spedite a casa del cliente in meno di un mese.

 

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6). Una costruzione dedicata allo shopping

Nell’ottobre del 2014, Kate Spade ha lanciato un new conceptal The Mall at Short Hills in Neew Jersey, dove i clienti potevano interagire e acquistare i prodotti del marchio prima che aprisse il nuovo negozio.

Rispondendo a 4 domande personali sui touch screen, gli schermi interattivi, creati da The Science Project, inviavano via sms o email il profilo del cliente insieme a una lista di prodotti consigliati, acquistabili sul sito.

 

 

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7). Tech-powered Store

Nel suo negozio di Tysons Galleria, il brand Ugg di Deckers ha unito touch screen interattivi alla possibilità per i clienti di aggiungere un tocco personale alle proprie scarpe. Per attivare gli schermi, con tecnologia RFID, i clienti devono semplicemente scegliere le scarpe sullo schermo e in seguito selezionare il numero e il colore. Inoltre è possibile personalizzare 5 classici Ugg styles.

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8). Specchio virtuale

Sephora ha trovato una soluzione per permettere alle clienti di provare tutti i testers che desiderano, con i lancio dello specchio a realtà virtuale 3D. Semplicemente toccando la palette sullo specchio, il colore appare virtualmente sulle palpebre della cliente.

Seguendo la stessa direzione L’Oréal ha lanciato un app, “Makeup Genius”, che permette ai clienti di testare virtualmente i cosmetici dai propri apparecchi mobili.

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9). Smart Dressing Rooms

Le smart fitting rooms sembrano essere un must dei centri commerciali del futuro.

Bloomingdale ha aggiunto il suo nome alla lista delle compagnie che stanno testando la tecnologia sul mercato, grazie al lancio di nuove cabine di prova in 5 location degli Stati Uniti.

Queste cabine includono tablet montati sul muro su cui è possibile visualizzare tutti i prodotti, i colori, le taglie disponibili, e altre utili informazioni sui prodotti.

Inoltre i clienti possono semplicemente premere un pulsante per avere assistenza, senza aver bisogno di lasciare il camerino.

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10). Trova l’abbinamento perfetto

Per aiutare i consumatori a fare la scelta giusta in campo di cibo e vino, Whole Foods, nella location di Alpharetta in Georgia, ha lanciato una nuova tecnologia che fornisce consigli, ad esempio, su quanto vino comprare per una festa, o come comporre un piatto di formaggi personalizzato.

Gli schermi, realizzati da  Second Story, mostrano anche la sezione “amplia il tuo palato”, che offre consigli su vini e  caffè in base ai gusti del cliente.

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11) Amazon su Snapchat

Nel novembre del 2014  Amazon  ha annunciato che,  per  pubblicizzare le offerte dei propri prodotti, avrebbe cominciato a pubblicarli sull’applicazione mobile Snapchat.

La partnership  prevede che, tramite l’account di Amazon sull’applicazione, vengono inviate agli utenti idee regalo, consigli ed offerte speciali dalla brevissima durata – ogni 10 minuti.

La scelta di usare questa piattaforma è stata fatta in base alla natura stessa dell’App, ovvero quella di cancellare dopo pochi minuti i messaggi ricevuti. Una soluzione ottimale per un e-commerce che vuole proporre offerte da cogliere la volo e, allo stesso tempo, raggiungere tutti quei consumatori, in costante aumento, che utilizzano il proprio dispositivo mobile per effettuare acquisti online.

Infatti, il rivenditore online, ha reso noto che è possibile comprare anche attraverso l’ account di Instagram.

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Fonte: http://www.cnbc.com/2014/11/20/better-move-fast-amazon-pushing-deals-to-snapchat.html

 

 

Google I/O 2016: programma e biglietti per l’evento Google 2016

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E’ già partito il conto alla rovescia sul sito ufficiale di Google I/O 2016: l’evento organizzato ogni anno dal motore di ricerca più famoso al mondo, per presentare tutte le novità del gruppo di Montain View.

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Google I/O 2016 si terrà dal 18  al 20 Maggio a Mountain View nella location dello Shoreline Amphitheatre.

Il programma dettagliato per i tre giorni è disponibile online sul sito ufficiale dell’evento Google: https://events.google.com/io2016/schedule

Sono previsti oltre 200 incontri, durante i quali saranno presentate tutte le novità in arrivo per Android, Chrome OS e Google Play.
Durante l’evento si terranno anche i Google Play Awards, nel corso dei quali saranno premiate start up, applicazioni e designer Android.

I prezzi dei biglietti vanno dai 300 dollari per gli studenti sino ai 900 dollari per gli addetti del settore. Tutte le informazioni per partecipare all’evento sono consultabili alla pagina https://events.google.com/io2016/attend